Il presidente Antonio Pace racconta la Verace
Intervista ad Antonio Pace – Presidente AVPN, Associazione Verace Pizza Napoletana
Presidente, ci racconti, come è nata AVPN?
3 luglio 1984, Napoli: quando tutto ebbe inizio. 17 maestri pizzaioli, tra i più importanti dell’epoca, danno vita all’Associazione Verace Pizza Napoletana registrando il “Disciplinare di produzione della Vera Pizza Napoletana” con il desiderio di tutelare questo prodotto d’eccellenza e arginare l’utilizzo improprio della denominazione pizza napoletana.
L’importanza della farina nella realizzazione di una buona pizza. Quali sono le caratteristiche che i vostri pizzaioli professionisti ricercano in una farina?
Insieme al forno, la farina è sicuramente l’elemento più importante per la realizzazione della pizza napoletana. Sin dalla nascita dell’Associazione è stato fondamentale il confronto con il mondo universitario che ci ha aiutato a capirne le giuste caratteristiche richieste alla farina per dar vita alla tipologia di impasto ed al tipo di lievitazione che oggi sono codificate nel disciplinare AVPN.
I nostri pizzaioli oggi richiedono farine che performino perfettamente in termini di tempi di lievitazione e che abbiano la giusta elasticità per la manualità richiesta dalla pizza napoletana.
Che vuol dire per AVPN “approvare una farina” come è stato per la nostra Smorfia 100% da grani italiani?
Una farina per essere approvata dalla nostra Associazione e di conseguenza entrare in quello che definiamo “Albo dei fornitori ufficiali delle Vera Pizza Napoletana”, necessita di seguire un iter rigoroso. Prima di tutto viene testata dall’Università di Napoli Federico II su specifici parametri qualitativi e quantitativi, successivamente viene valutata dai nostri istruttori rispetto alla rispondenza che definiamo “pratica” del prodotto rispetto al Disciplinare Internazionale delle Vera Pizza Napoletana. La Smorfia, sin dalle prove preliminari, ha risposto molto bene ai vari test previsti in termini di lievitazione e di un corretto assorbimento d’acqua.
Quali sono i mercati che vedete crescere?
Oggi siamo presenti in 58 Paesi con più di 1100 affiliati. Negli ultimi tempi notiamo un crescente interesse per la pizza napoletana da parte dei paesi dell’America Latina, dal Canada e da tutto il mondo asiatico.
Quali sono i mercati, o meglio in quali regioni del mondo si collocano gli appassionati di pizza verace napoletana?
Oltre al nostro paese di origine possiamo collocare sul podio quattro Paesi. Sul gradino più alto gli USA seguito subito dopo dal Giappone e a pari merito Brasile e Polonia.
Quali sono le sfide attuali dell’associazione a livello Italia e mondo?
È importante ricordare che la mission dell’Associazione è quella di tutelare la Vera Pizza Napoletana prodotta e lavorata secondo le antiche tradizioni e le usanze partenopee. Oggi l’AVPN sta lavorando su tre fronti principali ed ha in cantiere nuovi progetti da realizzare nei prossimi anni:
– Diffondere la Cultura della Vera Pizza Napoletana a più piccoli, coloro che scriveranno il futuro della pizza, i futuri pizzaioli e gli appassionati degli anni a venire. Un primo traguardo è stato raggiunto grazie alla pubblicazione del primo libro pop-up sulla pizza in lingua italiana, inglese e francese, un progetto realizzato grazie alla collaborazione con la casa editrice NuiNui;
– Il Pairing Pizza-Vino. Questo progetto è stato lanciato in collaborazione con l’AIS Campania in Umbria a marzo in occasione del meeting nazionale con i Brand Ambassador e confermato a luglio a Napoli in occasione del quarantennale dell’Associazione. Presenteremo il progetto al grande pubblico nel 2025 e forniremo ai pizzaioli affiliati (e non) il primo manuale per un corretto abbinamento di pizza e vino;
– Divulgare il giusto concetto della Verace Pizza Napoletana in America Latina. Nei prossimi mesi sarà presentata la Delegazione AVPN in Sud America – la seconda dopo quella costituita in Brasile già da diversi anni.
Che importanza ricopre la tradizione nel mondo della pizza?
La Verace è il punto di partenza per tanti pizzaioli e appassionati. Oggi notiamo che in tanti cercano di stravolgere le radici per avere prodotti simili… e la nostra domanda nasce spontanea: Perché modificare le origini, stravolgere i processi e prolungare i tempi? La Verace necessita di tempi complessivi che vanno da 12 a 24 ore. Il nostro compito è di rispettare la tradizione.

In foto da sinistra: Gianluca Liccardo Direttore Marketing AVPN, Alberto Naldoni Amministratore Delegato Molino Naldoni, Stefano Auricchio Direttore Generale AVPN, con la targa del premio Better Future Award a TUTTOFOOD 2023 vinto da Smorfia, Tammaro Landolfo Marketing AVPN, Vania Chiozzini Export Sales Manager, Molino Naldoni.
Approfondimento: “Molino Naldoni con Smorfia vince il Better Future Award 2023” Vai all’articolo (IT/EN)
